I 5 tipi di giocatori che incontri (sicuramente) su un campo da Padel
Il padel è uno sport meraviglioso per tanti motivi: è dinamico, è divertente, si impara in fretta. Ma ammettiamolo, la cosa migliore in assoluto del padel è la fauna umana che popola i campi.
Se giochi da almeno un paio di mesi, avrai sicuramente incrociato la strada con una di queste cinque leggende. E se non ne hai mai incontrato nessuno… beh, forse uno di questi sei tu!
1. Il “Campione Frustrato” (Quello del Premier Padel)
Lui non sta giocando una partita di mercoledì sera a Cepagatti, lui è in finale al Major di Madrid. Ha il borsone firmato, tre racchette di ricambio (non si sa mai), i polsini coordinati e lo sguardo di chi sta per fare la storia.
Il suo superpotere: Esultare da solo gridando “Vamos!” anche se ha appena fatto punto grazie a un rimpallo fortunato sul gancio della rete.
La sua debolezza: Se il compagno sbaglia un colpo, lo fissa in silenzio per 10 secondi con le mani sui fianchi, sospirando come se avesse appena perso il titolo mondiale.
2. Il “Cecchino del Pallonetto” (Il re del Globo)
Per lui il padel non è uno sport di potenza, è fisica quantistica applicata alle altezze. Ha un solo colpo in repertorio, ma lo ha elevato a forma d’arte: il pallonetto. Che la palla arrivi tesa, corta o liftata, lui la rispedirà sempre e comunque nella stratosfera.
Il suo superpotere: Ha una precisione millimetrica. La palla scende perpendicolare, muore nell’ultimo centimetro di campo e bacia il vetro posteriore senza rimbalzare.
Come riconoscerlo: A fine partita gli avversari hanno tutti il torcicollo per aver passato un’ora a guardare il cielo.
3. Il “Super-Tecnologico” (Più gadget che braccio)
Lui non entra in campo senza aver prima sincronizzato lo smartwatch, la fascia cardio, i sensori sulla racchetta e l’app per tracciare i passi. Ha ginocchiere compressive che sembrano componenti della NASA e una racchetta in carbonio spaziale che potrebbe resistere a un rientro nell’atmosfera.
Il suo superpotere: A fine partita sa dirti esattamente quante calorie ha bruciato, la velocità media del suo dritto e la frequenza cardiaca durante il tie-break.
Il problema: Tutta questa tecnologia non lo aiuta a prendere la palla quando rimbalza sul doppio vetro. Ma i dati del grafico sono bellissimi.
4. Il “Tennis-Saurus” (L’esiliato del rettangolo grande)
Riconosci il tennista convertito al padel dopo circa tre secondi. Impugnatura impeccabile, movimenti ampi ed eleganti, e una voglia matta di tirare un dritto a 150 km/h non appena vede la palla rimbalzare alta.
La sua specialità: Tirare delle cannonate pazzesche che sbattono direttamente sul vetro di fondo avversario senza toccare terra, regalando punti agli altri.
Il suo dramma culturale: Non accetterà mai l’idea che la palla possa superarlo, colpire il vetro dietro di lui e rimanere ancora in gioco. Quando succede, si gira e guarda il muro come se fosse un traditore.
5. L’ “Animatore Turistico” (Il re del Terzo Tempo)
Per lui il padel è un fantastico pretesto per uscire di casa e farsi due risate. Non gli importa se si vince o si perde, l’importante è che ci sia musica, che l’atmosfera sia rilassata e, soprattutto, che la barista del club abbia già messo in fresco le birre per il post-partita.
Il suo superpotere: Tiene su il morale di tutti. Se fai un errore clamoroso ti dà il cinque e dice: “Non fa niente, la prossima la prendiamo!”.
La sua frase tipica: “Ragazzi, non corriamo troppo che poi arriviamo all’aperitivo già stanchi”.
E tu, di che “pala” sei?
Il bello del padel è proprio questo: quattro persone totalmente diverse possono chiudersi dentro quattro vetri e passare l’ora più divertente della settimana.
E tu in quale di questi profili ti riconosci di più? O quale dei tuoi storici compagni di partita ti è venuto in mente leggendo l’articolo? Taggalo nei commenti sui nostri social e offrigli una birra al prossimo giro… se la merita
